Dal 15 ottobre 2025 termina Resto al Sud, l’incentivo che negli ultimi anni ha sostenuto migliaia di giovani imprenditori del Mezzogiorno. Al suo posto arriva Resto al Sud 2.0, una nuova versione del programma dedicata esclusivamente agli under 35, con regole aggiornate, nuovi importi e un approccio più selettivo. La novità segna la fine di un capitolo importante per la crescita delle imprese meridionali e l’avvio di una nuova fase di politiche giovanili e territoriali.
Cosa significa che termina Resto al Sud
L’annuncio ufficiale della chiusura è arrivato all’inizio di ottobre: termina Resto al Sud nella sua forma originaria, la misura gestita da Invitalia che dal 2017 ha permesso di avviare oltre 12.000 imprese in tutto il Mezzogiorno. L’iniziativa, nata per sostenere l’autoimprenditorialità nelle regioni del Sud, si è distinta per la combinazione di fondo perduto e finanziamento agevolato, rappresentando per molti giovani un’occasione concreta per rimanere sul territorio.
La chiusura del bando, fissata per il 15 ottobre 2025, non comporta l’interruzione dei progetti già approvati: tutte le domande presentate entro la scadenza saranno valutate e potranno proseguire fino al completamento dei programmi d’investimento. Tuttavia, per chi non ha ancora inoltrato la domanda, la finestra si chiude definitivamente, aprendo la strada alla nuova versione del programma.
Dall’esperienza di Resto al Sud a Resto al Sud 2.0
Il passaggio da Resto al Sud a Resto al Sud 2.0 rappresenta un’evoluzione significativa. Se il primo progetto era rivolto ai giovani fino a 55 anni, il nuovo programma restringe la platea ai soli under 35, con l’obiettivo di concentrare le risorse su una fascia d’età più giovane e favorire l’avvio di imprese innovative e digitali.
Tra le principali differenze:
- Età massima: da 55 a 35 anni.
- Contributo a fondo perduto: fino al 60% dell’investimento ammissibile.
- Finanziamento agevolato: con tassi agevolati e garanzia pubblica.
- Premialità per imprese green e digitali: priorità a progetti in settori tecnologici, sostenibili e a basso impatto ambientale.
La logica è quella di spingere la transizione verso un modello d’impresa più moderno e competitivo, favorendo le start-up e le microimprese capaci di generare valore aggiunto sul territorio.
Termina Resto al Sud: cosa cambia per chi aveva già una domanda attiva
Uno dei punti più discussi riguarda il destino delle domande già in corso. Chi ha presentato la richiesta entro il 15 ottobre potrà comunque completare l’iter istruttorio e, se approvato, realizzare l’investimento con le modalità previste dal vecchio regolamento. Le nuove domande, invece, dovranno essere inoltrate esclusivamente per la versione 2.0.
Secondo Invitalia, la fase di transizione sarà gestita senza interruzioni: tutti i finanziamenti già deliberati resteranno validi, mentre le nuove risorse saranno destinate al fondo dedicato a Resto al Sud 2.0. (Invitalia)
Impatti per le imprese campane e i giovani artigiani
Per la Campania, dove Resto al Sud ha registrato oltre 3.500 progetti finanziati, la chiusura della misura segna un momento di riflessione. Termina Resto al Sud, ma l’esperienza accumulata in questi anni ha lasciato un segno profondo nel tessuto produttivo locale. Molte imprese nate grazie a questo strumento hanno consolidato la propria posizione, creando occupazione e innovazione.
Per i giovani artigiani e professionisti under 35, Resto al Sud 2.0 può rappresentare una nuova opportunità, ma con criteri più selettivi. Le nuove linee guida privilegiano progetti con un impatto misurabile sulla sostenibilità e sull’occupazione, incentivando la collaborazione con enti di formazione e reti di imprese. Questo significa che i giovani dovranno presentare proposte solide, orientate alla crescita digitale e alla transizione ecologica.

La CLAAI Caserta, che negli ultimi anni ha accompagnato decine di imprese artigiane nell’accesso ai fondi, continuerà a svolgere un ruolo di supporto per la nuova misura. Sul portale è disponibile anche l’articolo dedicato a Resto al Sud 2.0: tutti i requisiti e le novità del 2025, con un’analisi completa delle modalità di accesso e delle opportunità per gli under 35.
Le principali novità di Resto al Sud 2.0
Il nuovo programma introduce alcune innovazioni sostanziali:
- Focalizzazione sui giovani: le risorse sono riservate esclusivamente a chi non ha ancora compiuto 35 anni al momento della domanda.
- Digitalizzazione e green economy: priorità ai progetti che integrano tecnologie digitali, energie rinnovabili o processi produttivi sostenibili.
- Formazione obbligatoria: i beneficiari dovranno partecipare a percorsi formativi per la gestione d’impresa e la rendicontazione finanziaria.
- Mentorship e accompagnamento: prevista una rete di enti accreditati, come CLAAI, per supportare i giovani imprenditori nelle fasi di avvio e consolidamento.
Queste modifiche mostrano la volontà di passare da un incentivo generalista a uno più mirato, capace di favorire lo sviluppo di imprese più competitive e consapevoli.
Termina Resto al Sud: un bilancio di sette anni
Dal 2017 al 2025, Resto al Sud ha contribuito a creare migliaia di posti di lavoro nel Mezzogiorno. Solo in Campania, si stimano oltre 8.000 nuovi occupati e più di 300 milioni di euro di investimenti attivati. La misura ha permesso la nascita di imprese nei settori dell’artigianato, del turismo, dell’agroalimentare e dei servizi innovativi.
Tuttavia, alcuni limiti sono emersi nel tempo: l’eccessiva durata dei tempi istruttori, la difficoltà di accesso al credito e la mancanza di percorsi formativi strutturati per la gestione d’impresa. Da queste criticità nasce Resto al Sud 2.0, con l’intento di migliorare l’efficacia delle risorse e garantire un impatto più duraturo.
Come prepararsi alla nuova fase
Per chi desidera presentare domanda a Resto al Sud 2.0, è consigliabile iniziare a lavorare su un piano d’impresa chiaro e dettagliato. I progetti dovranno evidenziare obiettivi concreti, sostenibilità economica e capacità innovativa. CLAAI Caserta offre assistenza nella predisposizione della documentazione, nella redazione dei business plan e nel monitoraggio delle procedure.
Inoltre, è utile monitorare costantemente gli aggiornamenti pubblicati sul sito di Invitalia e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che forniranno le istruzioni operative e le nuove scadenze.
Conclusioni
Il 15 ottobre 2025 termina Resto al Sud, ma il percorso di sostegno all’imprenditorialità giovanile nel Mezzogiorno non si ferma. Con Resto al Sud 2.0, il Governo punta su una generazione più giovane e innovativa, chiamata a costruire un tessuto produttivo competitivo e sostenibile. Per i giovani campani e per le imprese artigiane, si apre una nuova stagione di opportunità, in cui la formazione, la pianificazione e il supporto degli enti locali saranno elementi chiave per il successo dei progetti.
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